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Donne e Pensiero Politico (DoPP)

30 marzo 2021 - 15 aprile 2021

Donne e Pensiero Politico (DoPP)

“Donne e Pensiero Politico” si propone di ripercorrere la storia del pensiero politico attraverso una prospettiva “al femminile”, che vada ben oltre gli orientamenti politici e ideologici di ciascuna delle figure di volta in volta prese in esame. Non solo pensatrici democratiche e riconducibili alla tradizione socialista dunque, ma anche pensatrici conservatrici e riconducibili alla tradizione cattolica. A ben guardare, il caso delle pensatrici cattoliche merita un’attenzione particolare, perché, lungi dal potersi inquadrare, come spesso si è erroneamente tentati di fare, all’interno di un filone monolitico, esse esprimono invero un’estrema varietà di posizioni, al punto che diviene possibile parlare di una vera e propria “galassia cattolica”. Non a caso nel più ristretto ambito della nostra rassegna hanno trovato sinora spazio il cattolicesimo “radicale e pacifista” di Dorothy Day, il cattolicesimo “peronista” di Amelia Podetti, il cattolicesimo “mistico” di Simone Weil, il cattolicesimo “liberal-conservatore” di Chantal Delsol.
Ora è la volta del cattolicesimo “femminista” di Elisabeth Schüssler Fiorenza (1938-). Nata a Cenad, nell’attuale Romania, Elisabeth Schüssler Fiorenza si trasferisce in Germania nel 1944 e qui compie il suo intero ciclo di studi. Già nel 1963, affrontando la questione del ruolo delle donne nella Chiesa, getta le basi della sua teologia critica, cattolica e femminista. 

Dai primi anni  Settanta prende poi parte alla fondazione del «Journal of Feminist Studies in Religion» e, ponendosi sulla scia di Elisabeth Candy Stanton (1815-1902), di Mary Daly (1928-2010) e di Adriana Zarri (1919-2010), contribuisce al rinnovamento della discussione in seno alla Chiesa cattolica a partire da una riformulazione delle istanze espresse dalla cosiddetta “seconda ondata” del femminismo mondiale. La sua opera più importante è senz’altro In Memory of Her. A Feminist Theological Reconstruction of Christian Origins (1983), in cui, sulla base di un’originale rilettura dei momenti costituenti della religione cristiana passante attraverso la riscoperta del ruolo ricoperto dalle antenate bibliche, contesta non solo l’interpretazione tradizionale del testo sacro, ma anche quello che lei stessa definisce il kyriarcato, cioè l’ordine sociale e simbolico fondato sul dominio del padrone. Associando le suggestioni provenienti

 

 dalla filosofia critica della Scuola di Francoforte con quelle della teologia sudamericana della liberazione, Elisabeth Schüssler Fiorenza finisce così per farsi promotrice di un rinnovamento profondo in seno alla Chiesa cattolica che, sul piano più propriamente politico, non avrebbe esitato a porre con forza il tema del sacerdozio femminile e quello della libertà di scelta di fronte all’aborto. A presentarne il profilo intellettuale è Ettore Bucci, storico del pensiero politico e delle istituzioni politiche presso l’Università di Pisa e membro del Centro Universitario Cattolico della Conferenza Episcopale Italiana.


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