Vilma Morillo León

Titolo: i mangiatori stranieri di bagna cauda a casa mia.
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Bagna Cauda piatto invitante
Tanto semplice, quanto stuzzicante

Piatto tipico del Piemonte
La mangia il contadino e anche il conte.

Bagna Cauda m’ha conquistato e afferrato
La mangio a Torino, Langhe e Monferrato

Si tratta di un piatto molto saporito
Dall’autunno, lo prepara tanto mio marito.

Lui la mangia ogni sera
Accompagnato da un barbera

Per lui questo piatto è quasi divino
Quando si beve con un buon grignolino.

Bagna Cauda, ingrediente primordiale
Acciughe, aglio, olio extra vergine è essenziale

Ci sono ricette svariate
Qualcuno aggiunge burro o latte.

Si cucina adagio in un tegame di terracotta
Quando si disfano le acciughe, la salsa è cotta

E la bagna cauda pronta
Si colloca su una tavola tonda.

S’una ciufetta, questo tegame di terracotta
Si intinge la verdura sia cruda sia cotta

Peperoni, cardi, cavolo, verza, patate e topinambur
Mi fa ricordare un verso su Cavour.

Una piccola prosa
Per niente rosa

Me l’ha detto Luigi Nosenzo
Però che fa molto senso.

“Camillo Benso Conte di Cavour
Cosa faceva dopo aver mangiato bagna cauda col topinambur?
Alzava la gamba e spandeva l’odour”

Bagna Cauda a casa nostra
È tutto un’altra cosa

A tavola si siedon stranieri
Sia bianchi sia neri.

Amici latinoamericani
Polacchi e africani.

Marito e figlio piemontesi
A tavola tutti siamo cortesi.

Fra sapori, profumi e colori
La bagna cauda ci fa sentire allegri e migliori.
Poesia scritta da Vilma Morillo Leòn

Mia Caracas
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Ritornando alla mia casa materna dopo lunghi anni di assenza, molte cose sono cambiate in questa terra effervescente piena di vitalitá e di caos; cose o abitudini che non esistono piú oppure sono soltanto ombre del ricordo della ultima volta che le ho viste o vissute.
Una cosa che non ha cambiato nei fine settimana é sentire alto il volume del hi-fi: musica latinoamericana che viene da qualche appartamento dei condomini vicini. Mi piace tanto sentirla e qualvolta desidero essere lí, credendo che sia una festa fantastica con persone allegre che ballano al ritmo della canzone e altre persone che bevono ron o birra mentre parlano animatamente dei cambi e comportamento della situazione economica o sociale del Paese, attualmente in rivoluzione di socialismo….che realmente é un capitalismo mascherato senza pietá con il popolo. La musica allegra, entusiasmante che fa elogio all’amore si ascolta fino tarde notte.
Alla mattina mi sveglio ascoltando il cinguetio melodioso degli uccelli che fanno nido sugli alberi intorno al condominio dove sono. Ascolto il viaggio di un gruppo rumoroso di grandi papagalli che volano dalla montagna “El Avila” e hanno presso alloggio presso il nostro quartiere, luogo da visitare. E poi sento lo stuzzicante aroma di caffé e delle fritelle di maiz che viene dalla cucina di mia madre che giá presto mattina si é alzata per prepararmi quella colazione che non mangio da tempo, vivendo all’estero.
Ascolto, odoro e sento tutto dal mio letto di regina e ti penso. Che cosa c’é qui che mi fa ricordare di te? Non c’é niente proprio niente che tu e io abbiamo condiviso insieme in questa “Terra di Grazie” e di tragedia. Perché la tua immagine é presente? Perché sei tu nella fresca brezza che entra per la nuda finestra della mia stanza ove dormo? Che c’é nel fogliame degli alberi che si dondolano dal vento e mi parla di te? Perché le rose rose fresche di ieri che profuma la mia stanza mi fanno desiderare che tu sia qui? Forse perché sono felice qui con mia famiglia e mi sento che vivo in un dolce sogno in cui desidero e voglio condividere la mia felicitá con la tua presenza invisibile.
Vilma Morillo León Caracas, Venezuela

 

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